L’INTERVISTA: ALESSANDRO CACEFFO ED IL FUTSAL EFFI….CACE

Prima intervista a tutto tondo di Futsal Post con protagonista Alessandro Caceffo, portiere dell’Agsm Verona, team militante nella massima serie del futsal nazionale. Ricordiamo il “Cace” come estremo difensore negli ultimi 2 anni di Serie B alla New Team FVG, con la quale i ricordi sono ancora molto freschi e soprattutto felici (foto tratta dal sito del club scaligero). 

Come sta andando questa nuova avventura nella squadra della tua città natale? Cosa hai notato nella massima serie rispetto alle categorie inferiori?

L’esperienza che sto vivendo la consiglierei a tutti, anche se tengo ben presente il detto “non è mai facile essere profeti in patria” e nonostante il nostro sia un campionato di sofferenza so di essere molto fortunato. Gioco e mi alleno vicino a casa, mi conoscono tutti, ho la possibilità di vedere all’opera i giocatori più forti del futsal nostrano e devo dire che mi sono tolto anche qualche bella soddisfazione personale come l’esordio col Venezia e la nostra prima vittoria col Bologna. Le differenze a livello tecnico qualitativo, al di là di alcune squadre che sicuramente erano fuori dalla nostra portata, non sono così evidenti come si può pensare. Ho visto tanta differenza a livello di preparazione fisica. Le prime giornate prendevamo botte e spintoni da tutti (con gli arbitri che tollerano molto di più’ il gioco duro tanto che il bonus falli non l’abbiamo mai
raggiunto) poi abbiamo preso un po’ le misure.

Il vostro obiettivo è la salvezza? Con quali team ve la giocate?

Sicuramente la salvezza che, vista la classifica odierna e senza considerare eventuali stravolgimenti in cui speriamo ovviamente, potrà avvenire attraverso i Play-Out. Dobbiamo riuscire a tenere sotto il Venezia. Fondamentale anche se non del tutto decisivo sarà lo scontro diretto di sabato.

Che ne pensi del futsal del Friuli Venezia Giulia?

Sta crescendo e la New Team ne è un esempio. Qui in Veneto ci sono tante squadre tra A1, A2 e B. A Verona ci siamo solo noi e poi la C2, in Friuli avete una C1 di buon livello quest’anno e faccio l’in bocca al lupo ai miei amici Alan Bearzi e Andrea Sansica che stanno provando a salvarsi in quel di Palmanova in Serie B. Questo comunque testimonia la volontà da parte delle squadre friulane di valorizzare questo bellissimo sport. 

Senti ancora gli ex compagni della New Team? Che ne dici di questo primato solitario? Te lo aspettavi?

Ogni tanto li sento, dal momento che ho mantenuto con loro un bel rapporto e li seguo costantemente. Conoscendoli bene o male quasi tutti mi aspettavo facessero un buon campionato, hanno tutti i mezzi per puntare alla vittoria finale. Importanti saranno gli scontri diretti nel girone di ritorno, è un campionato molto equilibrato, il Vicenza è una bella squadra anche se ha perso giocatori importanti rispetto all’anno scorso, il Cagliari può essere la squadra più pericolosa se ha trovato l’amalgama giusta. A me personalmente aveva impressionato l’Aosta in amichevole ma mi sa che hanno venduto un po’ di giocatori. Colgo l’occasione per salutare tutti i miei ex compagni, Luca Pettenà, l’allenatore dei portieri che mi ha insegnato tantissimo, Asquini, i dirigenti tutti e il presidente Visentin, che mi ha scoperto da una squadra di bassa C1 veneta e mi ha accompagnato nel percorso di crescita valorizzandomi. Se gioco coi campioni un po’ lo devo anche a lui”.

Il tuo ruolo è uno dei più delicati nel futsal. Quante ore ti alleni a settimana? Cosa consigli ai tuoi colleghi amatori per prepararsi meglio alle sfide?

Il portiere, come giustamente dici tu, è probabilmente il ruolo più difficile nel futsal. Il problema principale che devi affrontare è l’approccio psicologico alla partita. Al di là delle qualità tecniche e fisiche si deve curare molto la concentrazione e l’emotività. La concentrazione non per forza vuol dire che devi pensare dalla mattina alla sera alla partita, ai giocatori che dovrai affrontare. Io prima dell’esordio col Venezia ero tesissimo e avendolo saputo il giorno prima ho fatto fatica a dormire la notte. Poi ti alzi e pensi “è solo una partita di “balon”, “stai tranquillo”, molto importante è il primo intervento: di solito se fai bene quello poi fila tutto via liscio, altrimenti devi essere bravo a non pensare a un eventuale errore e riscattarti subito. Martedì (nel turno infrasettimanale Verona ha affrontato il Montesilvano) ho visto all’opera Mammarella. Al di là di tutto sai perché lui è il portierepiù forte? Perché fa sembrare le parate più difficili le più semplici del mondo, perché è umile e al contrario di altri non esagera mai il tuffo o la parata. Per lui parare è la normalità, in una parola è effi….CACE!

 

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